Roma-Juve secondo Tosatti

 

 

Siamo realisti: gli arbitri sono questi, aiutiamoli con la moviola
di GIORGIO TOSATTI

Indignarsi perché Roma-Juve ha dato una pessima immagine del calcio italiano nel mondo (la pessima immagine del calcio italiano l'ha data la Juventus con la vicenda DOPING, ma questo Tosatti non lo dice. N.d.m.) è lecito a chi non abbia contribuito a trasformare quella partita in una sorta di ordalia, nutrendola d’odio e di violenza. Presentandola in un «promo» di una grande tv come la rivincita di Roma sui «traditori». Scrivendo, come alcuni importanti giornalisti, che Cassano doveva esserne escluso avendo parlato bene di Capello (Cassano può fare e dire quello che vuole, l'importante che in campo faccia il suo dovere). Facendo per settimane dell’allenatore, di Emerson e Zebina i bersagli di ogni offesa e rancore, dimenticando che la Roma se ne è liberata (come di Samuel e di altri) per motivi economici, pur avendoli sotto contratto (Ma di Emerson che si cela dietro una malattia INFAME come quella della Depressione, Tosatti non lo dice. N.d.m).

Arrivando ad accusare i giocatori di vigliaccheria perché all’andata non avevano picchiato gli juventini (all'andata i giocatori si sono scambiati baci e abbracci e in campo non si è visto agonismo. Il tifoso voleva solo questo. N.d.m.), pur essendo stati subito spinti da Collina a giocare secondo le regole, pena severe ammonizioni. Se spingi gli atleti alla rissa perché la piazza vuole lo scontro fisico quasi più della vittoria, diventa ipocrita prendersela per i 72 falli, il brutto gioco, le entrate cattive (72 falli totali di cui 38 juve e 34 Roma, ma questo Tosatti non lo dice. N.d.m.). Troppi nell’informazione sportiva fanno gli incendiari, salvo vestirsi da pompieri. Anche sulle malefatte arbitrali ci vorrebbe un po’ di coerenza. C’è un comportamento intollerabile: il servilismo nei confronti delle società più potenti e popolari. (il servilismo è diffuso anche tra i giornalisti, n.d.m.) Difetto emendabile se i designatori lo punissero, anziché favorirlo. Per quanto riguarda gli errori (abbondanti in questo fine settimana) bisogna distinguere fra quelli facilmente percepibili a velocità normale e quelli rivelati dalla moviola. A Bergamo Bertini non ha bisogno di soccorso tecnologico per espellere Nesta al 13’ della ripresa: era impossibile sbagliare, ci voleva solo un minimo di coraggio. Forse voleva farsi perdonare qualche critica milanista per la gara con la Juve.

All’Olimpico la moviola sarebbe servita. Difficile accorgersi che Cannavaro era in fuorigioco sul gol (il sottoscitto se n'è accorto in diretta senza avere la necessità del repley), stabilire che Dellas aveva fatto fallo su Zalayeta pochi centimetri fuori area ( infatti su quella azione c'erano almeno 5 irregolarità: 1) Ibraimovic quando batte il fallo laterale non era fuori dal campo ma dentro con il conseguente contro fallo. 2) quando Ibraimovic riceve il pallone è in fuorigioco, 3) Zalayera simula il fallo, 4) il rigore era fuori area, 5) il rigore è da ritirare perchè in area c'era un party. Ma tutto questo Tosatti non l'ha visto. N.d.m.), che la rete di Ibrahimovic era regolare. O a San Siro che Angelo aveva colpito il pallone, prima di prendere Cruz e, quindi, il rigore concesso all’Inter era ingiusto. Certo a Racalbuto (avrebbe dovuto ammonire subito i più invasati, cominciando da Cufré) (senza parlare dei falli di Zambrotta e del cazzotto di Del Piero, ma tutto questo Tosatti non l'ha visto, N.d.m..) ed i suoi disastrosi assistenti non sarebbero dovuti sfuggire i due rigori commessi a danno di Cannavaro e Ibrahimovic in una sola azione (al 24’), né la posizione irregolare dello svedese nell’azione del rigore inesistente accordato. Né lo schiaffo di Cufré a Del Piero (invece il cazzotto di Del Piero che come molti suoi compagni è finito dentro un'aula di tribunale per la vicenda doping Tosatti non lo dice. N.d.m.). Così Morganti non aveva bisogno di soccorso per accordare un rigore a Pazzini, ma la moviola avrebbe forse fatto capire a Dondarini gli errori commessi (ripetizione del rigore, espulsione di Mensah), chiarito a Paparesta se il tiro di Rocchi era entrato o no in porta. Gli episodi di Marassi hanno fatto uscire dai gangheri persino un gentiluomo come Campedelli, stufo di subire angherie.

Sugli arbitri bisogna intendersi: sono questi, non possiamo pretendere che diventino tutti come Collina. Il quale non poteva arbitrare all’Olimpico perché impegnato in Chelsea-Barcellona (questa è una cazzata che è stata smascherata. In Germania e in Inghilterra due arbitri erano nella stessa situazione di Collina e hanno arbitrato regolarmente nella loro nazione, ma questo Tosatti non lo dice, N.d.m.). Restavano Paparesta, Bertini e Racalbuto. Mediocre ma con 150 gare alle spalle. Se la Juve non aveva mai perso con lui, la Roma aveva perso solo una gara su 17, nel 2000. Ha arbitrato male, ci mancherebbe. Ma giudicandolo vanno citati tutti gli episodi (anche il rigore non dato alla Juve al 24’): così i torti sono abbastanza divisi(sono talmente divisi che la Juve ha vinto con due reti irregolari, ma questo Tosatti non lo dice anzi nega la verità, n.d.m). Si dice: meno male che Collina il prossimo anno farà il designatore.

Personalmente preferirei che arbitrasse, senza di lui in campo andrà anche peggio. Se vogliamo ridurre gli errori bisogna ricorrere alla moviola (solo per gol e rigori). La Lega francese vuole vincere questa battaglia, Carraro si è già arreso. Rivoluzionari si nasce.
Real Madrid e Manchester United sono finiti ad otto punti da Barcellona e Chelsea: la Champions diventa per loro vitale. Più dura per Juve e Milan. I torinesi han dimostrato all’Olimpico una saldezza psicologica formidabile (solo nelle aule di tribunale gli juventini perdono personalità e soprattutto la memoria, ma questo Tosatti non lo dice, n.d.m.): non era facile dopo quella vittoria rocambolesca di Ancelotti (quasi un segno del destino) superare le pressioni ambientali, la sfida con la Roma, la consapevolezza di giocarsi quasi tutto in pochi giorni. Il Milan ha sottovalutato l’Atalanta dinamica, veloce, ben organizzata. L’han salvato un palo, Bertini (in dieci sarebbe stata dura non perdere), Lazzari (fallito il 2-1), un pallone perso da Sinigaglia negli ultimi secondi. Mai vista la difesa così in bambola: Makinwa ha mandato in tilt Nesta.

Da non sottovalutare nelle vittoriedei campioni l’apporto-gol di centrocampisti e difensori: 12. Inter (creato molto, concretizzato poco) e Samp han vinto fortunosamente, staccando Palermo, Udinese e Roma nella corsa alla Champions. Netto il ritardo dei romani, al di là delle loro colpe (specie difensive). Vittorie importanti per Bologna, Messina, Fiorentina, Parma (in dieci) e Brescia.