Articolo 

La Repubblica

 

Ricevo e pubblico questa e-mail:

Esiste uno schifoso articolo di repubblica sul calcio che conclude in questa maniera :

"Tolleranza zero per chi non paga il biglietto

Sui treni e agli stadi si paga il biglietto: sembra logico, scontato, ma non è così. Almeno, non lo è per certi ultrà, abituati da anni a fare il loro comodo. Salgono sui treni, e non pagano. Entrano negli autogrill, e portano via (gratis) tutto quello che riescono a prendere. Negli stadi, poi, sfruttano la tolleranza di alcuno club e, in qualche caso, anche delle forze dell'ordine. E' successo in possato. "Non succederà più", garantiscono da Viminale e Federcalcio."E' arrivato il tempo della tolleranza zero". Chi parte da casa senza biglietto (del treno e/o dello stadio) viene bloccato e rispedito a casa. Già successo a centinaia di tifosi. Forse un giorno si convinceranno che è meglio pagare, o vedere la partita in tv. Intanto sono in aumento gli arresti e in calo incidenti e feriti. La nuova legge funziona, anche se piace poco a molti tifosi. "

Io ho detto NO scrivendo a Fulvio B.  il giornalista autore di questa scemenza. Ti chiedo quindi di far in modo che tanti altri "teppisti" facciano lo stesso facendo conoscere le motivazioni per cui si va in trasferta cercando di pagare il giusto senza essere presi in giro.

Non Molliano

Gianluca

In effetti di scemenza si sta parlando. Meriterebbe di essere inserito nella rubrica L'ANGOLO DELLA VERGOGNA. Giusto per coloro che non conoscono la nostra COSTITUZIONE mi limito ad inserire alcuni articoli:

Principi fondamentali al capitolo 3 :

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza

distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni

personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che,

limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo

della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione

politica, economica e sociale del Paese.

 

Titolo I - Articolo 13

La libertà personale è inviolabile.

Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né

qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall'Autorità

giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità

di Pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere

comunicati entro quarantotto ore all'Autorità giudiziaria e, se questa non li convalida

nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

E' punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di

libertà.

La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

 

Titolo I - Articolo 16

Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio

nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o

di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.

Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli

obblighi di legge.

 

 

 

 

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